La presa del suono è quasi un atto sacro in cui confluiscono insieme concentrazione e percezione, e una preparazione tecnica e musicale professionale.
Alessandro Simonetto, fondatore di OnClassical
Le registrazioni vengono di norma effettuate in chiese, auditorium, teatri che siano scelti secondo lo scopo e le migliori necessità acustiche e logistiche, sempre con la nostra preventiva supervisione. Il clima prima, durante e dopo le sessione di
registrazione è disteso e amichevole.
Convinti che non servano grandi catene di produzione, abbiamo semplificato le varie fasi di realizzazione di un disco-di-qualità per puntare innanzitutto ad approfondire l'arte di catturare i suoni, la conoscenza dei fenomeni acustici e psico-acustici, l'
organologia degli strumenti, e a coltivare da sempre una professionale preparazione musicale e senso artistico (v. filosofia OnClassical).
Abbiamo finora collaborato con alcuni fra i migliori artisti e fornito registrazioni per note case discografiche ai prezzi più concorrenziali. Per
OnClassical abbiamo inoltre effettuato
registrazioni gratuitamente regalando all'artista la piena proprietà sul master oltre ad una notevole pubblicità on e offline da parte dei maggiori quotidiani italiani e delle riviste del settore. La qualità del suono finale è sempre molto elevata,
dinamica, perfettamente realistica e
100% naturale. |
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Nella tranquilla residenza pedemontana di Pove del Grappa, a due passi da Bassano del Grappa, disponiamo inoltre di un piccolo studio di registrazione che, diversamente da altri studi asciutti (anecoici) e del tutto inespressivi,
è stato progettato con un sistema unico di camere vuote contigue (sala di c. 25 mq, camera di regia, camera d'eco, depositi - per un totale di 120 mq) che amplificano e colorano il suono come una “cassa armonica” naturale. Un semplice sistema interno di tende mobili diversifica
inoltre la risposta in riverbero: caratteristica fondamentale per una naturale e finale riuscita dell’incisione. Lo studio contiene:
Pianoforte grancoda Blüthner (1952), aliquot
Clavicembalo Ruckers-Horn (da Antwerp 1638) a due manuali (3 registri, 8+8+4, con liuto)
Impianto Hi-Fi con diffusori Dynaudio, Triangle, Boston.
Apparecchiature (specifiche delle principali)
Registratori DAT/CD/HD: Tascam [2], Sony, Korg.
Microfoni: Neumann (KM 140 [2], KM 184 [2], TLM 103 [2], M 147 [capsula K 47]), AKG (C414 BULS) [2].
Preamplificatori microfonici: Amek [2].
Interfacce e convertitori AD-DA: RME, Edirol.
Formati di registrazione: PCM/WAV/BWF, PCM/A/mu-LAW, ACM, DVI/IMA, ADPCM, RAWDATA, RAW/DBL (44.1 kHz @ 16/24 bit, 48 kHz @ 16/24 bit, 88.2 kHz @ 24 bit, 96 kHz @ 24 bit, 176.4 kHz @ 24 bit, 192 kHz @ 24 bit), 1-bit audio format/DSDIFF/DSF/WSD/DSD (2.8 MHz @
1-bit, 5.6 MHz @ 1-bit), MP3/OGG/WMA & FLAC lossless.
Massima profondità di post-produzione: 32 bit.
Varie in regia: computers, dischi esterni, softwares, plug-in, VST, DX, con linea DSL 6 mb, router MIMO...
Cavi: rete di cablaggio interna (Belden) con 6+2 in/out bilanciati, MIDI, in/out RCA, cavi Klotz/Proel/Cordial con spinotti Neutrik.
Stativi: vari (Manfrotto).
Altro (non limitato a): amplificatore per cuffie e varie cuffie (AKG 240, 270, 701 fra le altre), equalizzatore a 31 bande doppie, gruppo di continuità.
Note:
[0] Vedi: http://onclassical.com/blog/articolo.asp?articolo=41 
Si utilizzano esclusivamente apparecchiature di nostra proprietà. Altro solo su richiesta.
È inopinabile che sia il musicista, prima dell'ingegnere del suono, a conoscere il suono del proprio strumento: che senso avrebbe realizzare un suono assai sofisticato che non corrisponda minimamente a quello dello strumento ripreso?
Alessandro Simonetto, fondatore di OnClassical
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